I Fiamminghi
di
Tommaso Forlani
I LEZIONE : IL CINQUECENTO NEI PAESI BASSI
POLITICA/RELIGIONE: Carlo V riunisce tutti i territori dei Paesi Bassi in un unico stato, diviso in 17 province (le Province Unite)creando il primo nucleo dei futuri stati dei Paesi Bassi e del Belgio.
Carlo V divide il suo impero in due parti, ciascuno governato da un ramo della famiglia imperiale, dando così origine al ramo austriaco e a quello spagnolo della casa d'Asburgo. Filippo II (figlio di Carlo V) diviene reggente dei Paesi Bassi. Contemporaneamente avviene l'ascesa del protestantesimo, fortemente osteggiato dalla casa spagnola.
1555: pace di Augusta, che sancisce che ogni territorio europeo dovrà seguire le religione del signore che lo governa. Si dà così origine alla divisione dell'Europa in un nord protestante ed un sud cattolico; i Paesi Bassi occupano la “linea di confine” tra questi due mondi.
1566-1648: guerra degli “ottant'anni” nella quale i Paesi Bassi sono coinvolti Indirettamente negli scontri tra cattolici e protestanti, guerra che si concluderà con la pace di Westfalia, nel 1648.
1585: i territori del sud dei Paesi Bassi (Belgio) restano fedeli alla corona spagnola ed alla fede cattolica; il nord, costituitosi quale stato indipendente dalla Spagna costituisce la repubblica dell Province Unite, con religione calvinista.
ECONOMIA: il centro economico si sposta dalle Fiandre al Brabante, con l'ascesa di Anversa quale grande e ricca città mercantile. Il Brabante diviene anche centro nevralgico delle attività culturali dell'intero paese.
ARTE: all'inizio del secolo XVI Anversa diviene il maggior centro economico dell'intero paese, il che favorisce lo sviluppo delle arti. Anversa non ha una propria tradizione artistica, ma è aperta agli influssi culturali provenienti dalle altre città di antica tradizione artistica quali Bruxelles, Bruges, Gand e Liegi, che già a partire dal 1481 cominceranno a stabilirsi nella città della Schelda.
Anversa diviene fiorente mercato di pale d'altare finemente intagliate, offrendo grandi possibilità di lavoro ai tanti pittori che vi si trasferiscono. Si sviluppa così uno stile legato legato alla specialità della pala d'altare, definito “Manierismo d'Anversa”. Il termine Manierismo va inteso nel senso di “modo”, “maniera”, e non ha nulla a che fare con il Manierismo italiano. Il Manierismo d'Anversa dominerà la scena artistica fino al V decennio del Cinquecento.
CARATTERISTICHE
I temi preferiti sono Epifanie ed Adorazione dei magi
Le composizioni sono affollate di personaggi dalle proporzioni allungate, abbigliate in modo elegante e ricercato.
I colori sono cangianti.
Gli sfondi sono caratterizzati dalla presenza di rovine antiche o da architetture gotiche fantasiose.
Si osserva nell'impianto generale del dipinto qualche ripresa di elementi classici, specie nell'architettura, ma solo superficialmente, quali elementi decorativi.
La qualità dei dipinti di questi artisti e assai diversificata e non va mai oltre l'aspetto puramente formale, caratterizzato dall'uso di espedienti virtuosistici. In generale la maggior parte di questi pittori non sopravvive alla moda del momento.
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II LEZIONE : I MANIERISTI DI ANVERSA:
JAN DE BEER, JAN GOSSAERT, LUCA DI LEIDA
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JAN DE BEER (1475 – 1528)
1490 – Iscritto alla gilda dei pittori di Anversa
1504 – Registrato nella gilda come libero maestro
1510/13 – Il pittore apre una bottega
1513 – Diviene decano della gilda
CARATTERISTICHE
Tipico rappresentante dei Manieristi di Anversa, unisce il gusto per le citazioni dall'antico alla sua formazione artistica ancora influenzata dallo stile tardogotico.
Oltre a dipinti e disegni esegue anche cartoni per vetrate.
OPERE VISIONATE
Trittico dell'Adorazione (1510 c., Colonia)
Trittico dell'Adorazione (1515, Milano)
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JAN GOSSAERT (Maubeuge 1478 – Anversa 1532)
Conosciuto anche con il nome di MABUSE
1503 – Risulta iscritto alla gilda dei pittori di Anversa con il nome di JENNYN VAN HENNEGOWE
1508/09 – Viaggio in Italia al seguito di Filippo di Borgogna
1515/20 – A Middelbourg, residenza di Filippo di Borgogna
1523 – Dopo la morte del duca di Borgogna il pittore si trasferisce a Malines, presso la corte di Margherita d'Austria.
CARATTERISTICHE
E' il primo artista ad occuparsi in maniera approfondita e consapevole dello studio dell'arte antica e della pittura italiana, il che lo pone un gradino più in alto rispetto alla coeva produzione artistica di serie della maggio parte dei Manieristi di Anversa.
Fonti di ispirazione per le sue opere, oltre ai pittori italiani, sono le ricerche grafiche di Drer, Jacopo De' Barbari e Marcantonio Raimondi.
Introduce temi fino ad allora sconosciuti nella pittura nederlandese, quali la mitologia greco-romana e dell'antico in generale. Famose le sue “coppie”, ispirate proprio alla mitologia mediterranea.
OPERE VISIONATE
Nettuno ed Anfitrite (1517, Berlino)
Ercole e Deianira (1517, Birningam)
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LUCA DI LEIDA (Leida 1494 - 1533)
Nome italianizzato di LUCAS VA LEYDEN, pseudonimo di LUCAS HUGENSZOON.
Il suo primo maestro fu il pittore Cornelis Engelbrechtszoon.
1509 – La sua carriera di pittore inizia sotto l'egida del padre Hugo Jacobsz, anch'egli pittore.
1521 – Incontro con Albrecht Durer, ad Anversa. Il pittore tedesco influenzò gran parte della sua produzione artistica.
1525 – Incontro con Jan Gossaert, a Middelbourg.
CARATTERISTICHE
All'attività di pittore si affinaca anche quella di incisore soprattutto di xilografie ed acquaforti, tecniche con le quali realizzò più di duecento oprere.
Il suo linguaggio grafico è marcatamente pittorico, attento ai toni intermedi ed alle sfumature.
Spiccato senso della spazialità e per le composizioni equilibrate e razionali, elementi questi che lo pongono tra la schiera degli artisti pienamente rinascimentali.
Crescente tendenza nelle opere alla sintassi, legata una costante ricerca di rinnovamento.
OPERE VISIONATE
Giudizio Universale (1526/27, Leida)
Adorazione del vitello d'oro (1528, Amsterdam)
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III LEZIONE
20 Ottobre 2010
DUE MANIERISTI “FUORI DAL CORO”:
BAREND VAN ORLEY E JAN VAN SCOREL.
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BAREND VAN ORLEY (1488 – 1541)
Nativo di Bruxelles
Il pittore viene anche identificato in Bearnert Van Orley o Barend Van Brussel. La famiglia risulta originaria del Lussemburgo.
Il padre, Valentijn Van Orley, era anch'egli pittore.
1518 – Viene nominato pittore di corte di Margherita d'Austria a Malines, luogo nel quale dimorerà fino al 1527
1527 – Il pittore viene perseguitato insieme ad altri pittori per le sue amicizie protestanti e per le riunioni clandestine tenute da queste in casa sua.
1531 – Riceve l'incarico, dagli esecutori testamentari di Margherita d'Austria, di eseguire un dipinto per il mausoleo della reggente, nella città di Brou. Van Olrley dipingerà una Passione di Cristo.
1532 – Il pittore viene introdotto alla corte di Maria d'Ungheria, sempre a Malines.
1541 – Muore a Bruxelles.
Non sappiamo con certezza se si recò a Roma; probabilmente la visione dei cartoni di Raffaello, giunti a Bruxelles nel 1517, unite alla visione delle opere di Tommaso Vincidor (allievo di Raffaello) furono sufficienti ad influenzare il suo stile.
CARATTERISTICHE
Forti influssi rinascimentali, dovuti alla conoscenza delle opere di Raffaello e della sua bottega.
Primo artista nederlandese ad interiorizzare ed elaborare lo stile rinascimentale proveniente dall'Italia; con la sua opera si esce dalla fase superficiale del Manierismo d'Anversa; in particolare nel Trittico della virtù della pazienza (1521, Bruxelles) si assiste al primo omaggio alla pittura italiana fatto da un pittore nederlandese.
OPERE VISIONATE
Ritratto del medico Joris Van Zelle (1519, Bruxelles)
Trittico della virtù della pazienza (1521, Bruxelles)
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JAN VAN SCOREL (1495 – 1562)
Originario della cittadina di Schoorl (Utrecht) da cui il cognome.
Inizia il suo apprendistato ad Amsterdam presso Jan Gossaert o Jacob Cornelisz.
Durante la sua giovinezza intraprende molti viaggi, soprattutto in Germania, Austria ed Italia (Venezia, Roma) fino ad arrivare in Terrasanta.
1521 – Il pittore viene ricevuto a Roma dal neoeletto papa Adriano VI di Utrecht, che lo nomina pittore ufficiale e responsabile delle antichità del Belvedere, incarico appartenuto a Raffaello.Durante il soggiorno romano (fino al 1524) può studiare le opere di Raffaello e della sua bottega, oltre le architetture del Bramante, tutte opere che lo influenzeranno profondamente.
1524 – Torna in Olanda ed inizia una carriera di insegnate oltreché di pittore; si cimenta anche come ingegnere ed architetto.
1527/30 – E' ad Haarlem, dove gestisce una bottega.
1556 – La maggior parte delle sue opere viene distrutta durante una ondata iconoclasta.
1562 – Muore ad Utrecht
CARATTERISTICHE
Non più “pioniere” ma vero interprete del Rinascimento italiano
Il suo stile, oltre che da Raffaello e Bramante, è influenzato da Tiziano e Bellini, le cui opere vengono studiate dal pittore durante il suo soggiorno italiano.
Il pittore viene considerato dalla generazione successiva di artisti quale vero precursore del nuovo stile, pienamente rinascimentale
OPERE VISIONATE
Presentazione di Gesù al tempio (1524, Vienna)
Ritratto tra i consoci (1526727, Haarlem)
Entrata di Cristo a Gerusalemme (1526727, Utrecht)
Martirio di Santo Stefano (1540, Valenciennes)
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IV LEZIONE
27 Ottobre 2010
I “ROMANISTI”:
MAARTEN HEEMSKERCK, PIETER COECKE VAN AALST.
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MAARTEN VAN HEEMSKERCK (1498 – 1574)
Nativo della cittadina di Heemskerck, vicino Utrecht.
1527 - Allievo di Jan Van Scorel, con il quale ebbe una accesa rivalità, scaturita, sembra, dalla gelosia del maestro per il talento dell'allievo; di questo periodo sono una serie di ritratti, tra cui il Ritratto di Anna Codde e il Ritratto della famiglia Foppesz. Da Van Scorel Il pittore ereditò la passione per l'arte italiana.
1532/36 – Viaggio in Italia ed in particolare a Roma
1536 – Ritorno ad Haarlem, dove trascorrerà il resto della propria vita, eccetto il 1572, quando sarà costretto a trasferirsi ad Amsterdam a causa dell'assedio di Haarlem.
1574 – Muore ad Haarlem
La produzione artistica di Heemskerck è assai vasta, comprendente circa 100 dipinti, 100 disegni eseguiti durante il soggiorno italiano; oltre a ciò gli vengono attribuite circa 600 opere grafiche.
La sua attività artistica può essere suddivisa in tre periodi:
Primo periodo – 1527/32 – influenza del maestro Van Scorel
Secondo periodo – 1532736 - viaggio a Roma, influenza di Raffaello e Michelangelo
Terzo periodo – 1537/67 – attività in proprio ad Haarlem; influenza del Manierismo italiano.
CARATTERISTICHE
Un contributo importante dato dall'artista è aver introdotto l'elemento michelangiolesco nella produzione artistica nederlandese, fino a quel momento influenzata quasi esclusivamente da Raffaello e dalla sua bottega.
E' tra più importanti maestri del disegno attivi in Europa in quel periodo; la sua ricerca grafica è contrassegnata da importanti influssi manieristi, soprattutto di Pontormo e Parmigianino.
L'ultimo periodo artistico del pittore è contrassegnato da una forte aderenza ai modelli manieristi dell'Italia centrale (soprattutto toscani) e ciò è rilevabile soprattutto nell'uso del colore (cangiantismo) e della luce data per forti accenti luministici.
OPERE VISIONATE
Ritratto di Anna Codde (1529, Amsterdam)
Lamentazione su Cristo (1532, Budapest)
Ritratto della famiglia Zoppesz (1530, Kassel)
San Luca ritrae la vergine (1532, Haarlem)
San Pietro (disegno, 1532, Berlino)
San Pietro con le Logge Vaticane (disegno, 1533)
Palazzo Colonna (disegno, 1534736, Dusseldorf)
San Pietro in costruzione (disegno, 1536, Berlino)
Trittico di San Lorenzo (1540, Linkoping)
Trittico della Crocifissione (1545/50, San Pietroburgo)
Autoritratto con il Colosseo (1553 Cambridge)
Compianto su Cristo morto (1566, Delft)
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V LEZIONE
3 Novembre 2010
PIETER BRUEGEL IL VECCHIO
Breda 1525/30 – Bruxelles 1569
Allievo di Pieter Coecke Van Aalst
1551 – Iscritto alla gilda dei pittori di Anversa con il titolo di maestro. In quello stesso anno risulta già in viaggio per l'Italia, in compagnia del pittore Maarten De Vos. Attraverso le Alpi, fino a Palermo, Bruegel conobbe la pittura italiana, ma venne influenzato più dai paesaggi, che disegnò dal vero per poi rielaborarli nello studio ed inserirli negli sfondi dei suoi quadri.
1553 – Bruegel arriva a Roma, dove collabora con l'incisore Giulio Clovio.
1555 – Torna ad Anversa, dove pubblica una serie di paesaggi, suggestioni del suo viaggio italiano. In questo periodo è forte l'influenza di Bosch.
1558 – 69 L'attività pittorica di Bruegel diviene prevalente sulle altre (disegno, incisione), soprattutto dal 1562.
1562 – L'artista si trasferisce a Bruxelles e ddipinge temi soprattutto religiosi (Morte, Giudizio Universale, Resurrezione e Dannazione dell'uomo).
1563 – Bruegel sposa Maaike, figlia di Pieter Coecke. Avrà due figli, entrambi pittori, il più famoso dei quali è il secondogenito Jan Bruegel.
Bruegel era soprannominato dai suoi contemporanei “Piero il buffone”, un eterno burlone che si prede gioco di tutto e di tutti. Il pittore è conosciuto anche con l'appellativo di pittore di contadini; in verità fu molto più di un burlone e di un pittore della vita agreste.
Bruegel godette della protezione del più grande mecenate dei Paesi Bassi della seconda metà del Cinquecento: il cardinale Anotine Perrenot De Granvelle, vescovo di Malines, uomo di fiducia di Filippo II e presidente generale dei Paesi Bassi fino al 1564.
Oltre al cardinale importanti furono i rapporti di Bruegel con il mercante d'arte Nicolaas Jongelinck, che possedeva almeno 16 quadri del pittore. Anche Giulio Clovio, a Roma, possedeva sei quadri dell'artista.
I quadri posseduti dall'imperatore Rodolfo II e dagli arciduchi Ernesto e Leopoldo, acquistati dagli stessi soprattutto dopo la morte del pittore, formano il più grande raccolta di oprere di Brugel, conferite nel Kunsthistorishes Museum di Vienna.
CARATTERISTICHE
Pittura molto legata alla “lingua” dei Paesi Bassi.
Pittore-umanista di straordinaria immaginazione; nelle sue opere c'è tutto il mondo e oltre.
Aderenza, soprattutto nel primo periodo della sua attività, ai modelli ed allo stile di Bosch, con la differenza che Bosch attinge ad un immaginario medievale mentre Bruegel ad un immaginario umanististico.
Spirito critico ed indagatore, legato ad una potente vena morale presente in molti dei suoi dipinti, nei quali l'umanità viene trasfigurata e messa di fronte a se stessa ed ai suoi mali.
OPERE VISIONATE
I proverbi fiamminghi (1559/60, Berlino)
Contrasto tra Carnevale e Quaresima (1560, Vienna)
Trionfo della Morte (1562, Madrid)
Dulle Griet/Greta la pazza (1562, Anversa)
Caduta degli angeli ribelli (1562, Amsterdam)
Torre di Babele (1563, Vienna)
Cacciatori nella neve/Inverno (1565, Vienna)
Nozze contadine (1566/67, Vienna)
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VI LEZIONE
10 Novembre 2010
UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA ARTISTICA:
FRANS FLORIS, MAARTEN DE VOS
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FRANS FLORIS (Anversa 1517 – 1570)
Conosciuto anche come FRANS DE VRIENDT
1537 – A vent'anni si trasferisce a Liegi, dove diviene allievo di Lambert Lombard.
Dopo il viaggio in Italia torna ad Anversa ed apre una sua bottega – studio, con più di cento allievi.
Pochi sono i quadri di Floris giunti fino a noi.
1566 – Dopo questa data anche Floris subisce il clima di recessione generale, che gli provoca inevitabilmente problemi finanziari.
1570 – Floris muore in una città, Anversa, che ha ormai perso il primato economico e mercantile dei Paesi Bassi.
CARATTERISTICHE
Primo accademico ante litteram, applicò coerentemente i principi pittorici dell'arte rinascimentale italiana, seguendo una passione che gli era stata trasmessa dal maestro Lambert Lombard.
Artista estremamente sensibile a tutta la produzione artistica italiana e studioso di Vitruvio.
Grande esecutore di “Pittura di storia”, allora considerata la meta più elevata e difficile da raggiungere per un artista.
Studioso attento dell'anatomia umana.
OPERE VISIONATE
Caduta degli angeli ribelli (1554, Anversa)
Ritratto della famiglia Van Berchem (1561, Lier)
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MAARTEN DE VOS (1532 – 1603)
Allievo del padre Pieter De Vos
1552 – si trasferisce in Italia (Venezia, Firenze e Roma). A Venezia studia con il Tintoretto.
1558 – Rientra ad Anversa e si iscrive alla Gilda di San Luca con il titolo di maestro e apre una bottega-studio frequentata da molti allievi.
1570 – Si trasferisce per un breve periodo ad Hannover, per eseguire i lavori nella cappella del castello di Celle.
Post 1570 – Esegue molte opere di impianto monumentale come il Giudizio Universale, l'Adorazione dei pastori, una Sacra genealogia ed un Martirio del santo patrono per la chiesa di Anversa.
Grazie alle sue amicizie riesce ad ottenere importanti commissioni anche durante la crisi degli anni '70.
1584 – Risulta essere tra i venti pittori non considerati indigenti fra i centoquaranta allora residenti ad Anversa.
1584 – Il pittore, che fino a questa data era stato di fede protestante, si riconcilia con la fede cattolica, divenendo anzi modello artistico di riferimento per i pittori controriformati dei Paesi Bassi meridionali, contribuendo a restituire molte opere d'arte agli altari delle chiese, depauperati dall'ondata iconoclasta calvinista.
CARATTERISTICHE
Maarten De Vos è considerato un precursore di Rubens.
Compagno di viaggio in Italia di Bruegel.
Stile personale, con forti influssi del manierismo veneziano (Tintoretto) e dell'Italia centrale (Salviati, Pontormo, Bronzino).
OPERE VISIONATE
Giudizio Finale (1570, Siviglia)
La Famiglia di S. Anna (1585, Gand)
Le Nozze di Cana (1596, Anversa)
San Luca e la Vergine (1602, Anversa)
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VIII LEZIONE ANTOON VAN DYCK
1599 – Van Dyck nasce ad Anversa.
1613 – Risulta essere allievo di Hendrick Van Balen.
1615/17 – Apre una bottega ad Anversa insieme a Jan Bruegel.
1618 – Diviene allievo di Rubens, che lo considererà il suo discepolo migliore; nello stesso anno il pittore si iscrive alla gilda dei pittori della sua città.
1620 – Primo viaggio in Inghilterra, sotto la protezione del conte Arundel, grande estimatore e collezionista d'arte.
1620 – Ritorna ad Anversa, dove rimane per otto mesi.
1621 – Parte per l'Italia, con la benedizione di Rubens, che per l'occasione gli regala un cavallo ed alcune lettere di presentazione per i principi italiani.
PERIODO ITALIANO:
1621 – a Genova
1622 – a Venezia e Roma
1622/23 – a Mantova, Milano e Torino
1623 – nuovamente e Roma
1624 – a Palermo
1625/27 – nuovamente a Genova, dove diviene pittore ufficiale di corte.
1627 – Ritorno ad Anversa.
1628/30 – Viene nominato pittore di corte da Isabella d'Asburgo, a Bruxelles.
1627/32 – Riceve numerose commissioni per pale d'altare ad Anversa;diviene pittore ufficiale della Controriforma.
1632 – Si stabilisce in Inghilterra, chiamato dal re Carlo I, che nominerà Van Dyck baronetto, donandogli anche una catena d'oro,simbolo della sua stima.
1634 – Van Dyck torna ad Anversa e Bruxelles.
1640 – Tornato in Inghilterra si sposa con Mary Rutven,nobildonna scozzese.
1641 – Si reca a Parigi, per cercare di ottenere l'incarico di pittore al Louvre, senza successo.
1641 – Per motivi di salute fa ritorno a Londra; il 1° dicembre nasce la figlia Justiniana; il 9 dicembre Van Dyck muore a Londra.
CARATTERISTICHE
Vero e proprio “ragazzo prodigio” a quindici anni apre la sua prima bottega ad Anversa.
Pennellata veloce, sciolta e leggera; la tecnica da lui più usata è l'olio su tela ruvida.
Van Dyck si ispira allo stile di Rubens giovane, adattandolo alla sua pennellata fluida, meno attenta ai dettagli anatomici ma all'effetto “pittorico”.
Grande abilità di ritrattista.
Grande influenza dell'arte veneta, in particolar modo Tiziano del periodo maturo.
Di religione cattolica, diviene pittore della Controriforma anche grazie al suo stile impregnato di sentimentalismo.
OPERE VISIONATE
San Martino divide il suo mantello (1618)
L'imperatore Teodosio e s. Ambrogio (1619-20, Londra)
Sansone e Dalila (1620, Londra)
Incoronazione di spina (1620, Madrid)
Ritratto di Isabella Brant (1621, Washington)
Ritratto della marchesa Elena Grimaldi (1623, Washington)
Ritratto del cardinale Bentivoglio (1623, Firenze)
Ritratto della famiglia Lomellini (1623, Edimburgo)
Ritratto di Emanuele Filiberto di Savoia (1624, Londra)
Le età dell'uomo (1625, Vicenza)
Rinaldo e Armida (1629, Baltimora)
Ritratto di Maria Luisa de Tassis (1629, Vaduz)
Autoritratto con girasole (1632/33, collezione privata)
Triplo ritratto di Carlo I (1635/36, Londra)